"Il territorio spezzino non è certo immune dagli effetti devastanti della crisi economica mondiale che ha investito il nostro Paese in un momento di grave difficoltà anche politica. In un contesto complesso in cui settori trainanti per la nostra economia come la nautica, l'agricoltura e il turismo hanno subito battute di arresto pesantissime, intravedo oggi purtroppo altre tre forti inquietudini aleggiare sul nostro territorio. La prima riguarda la preoccupazione per l'annunciato Piano della Difesa che prevede una significativa riduzione del personale, con notevoli ricadute su un territorio come il nostro in cui il comparto miliare rappresenta una fetta di economia notevole in termini non solo occupazionali ma anche produttivi. Si parla di una riduzione, a livello nazionale, pari a 10.000 unità tra il personale civile e 30.000 tra i il personale militare. E' superfluo rimarcare quanto questo ridimensionamento possa rappresentare un dramma economico per il territorio spezzino. Rimane inoltre aperta la vicenda relativa alla crisi Fincantieri cui si aggiunge ora il timore rispetto all'ipotesi di vendita di Oto Melara ad un gruppo tedesco. Tre nuovi tentacoli avvelenati rischiano dunque di avvolgere un territorio già fragile che difficilmente riuscirà ad arginarne le conseguenze se la politica non si dimostrerà pronta a fare scelte lungimiranti e decisive. A questo proposito ho inteso organizzare nei prossimi giorni un tavolo con i parlamentari locali, la Regione, il Comune, le associazioni di categoria e i sindacati per radunare le forze e costruire tutti insieme un percorso di rivendicazione che chieda al Governo, protagonista e artefice di tutte e tre le vicende cui faccio riferimento, un impegno serio nei confronti del nostro territorio. Tale impegno deve necessariamente riguardare la volontà, più volte evocata ma ad oggi ancora inapplicata, di rilanciare il presidio militare della Spezia con funzioni aggiuntive ed innovative. Se da un alto è certamente apprezzabile l'apertura da parte della Marina Militare a concedere l'uso dell'Arsenale a Fincantieri, dall'altro è necessario ribadire che questo non basta. Non è pensabile che aprire le porte di un arsenale morente ad una economia morente sia sufficiente. Dobbiamo chiedere al Governo che le promesse fatte alla nostra città divengano ora azioni concrete di rilancio che vedano un nuovo protagonismo della Marina Militare e delle sue strutture. Rivolgo inoltre un appello agli 800 candidati a consiglio comunale della Spezia affinché dalla nostra città si levi un grido unanime di sconcerto di fronte a tre ferite appena aperte che rischiano di divenire incolmabili. Ritengo sia davvero necessario che la politica tutta, al di là degli schieramenti impegnati distintamente nella campagna elettorale, si interroghi sul futuro del tessuto imprenditoriale spezzino e sulle strategie di rilancio che ad oggi tardano ad arrivare."
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia