1. Vai ai contenuti
  2. Vai al menu principale
  3. Vai al menu di sezione
  4. Vai al footer
Contenuto della pagina

Nota Stampa - 29.03.2012

La Provincia della Spezia fa ricorso al TAR contro il commissariamento dell'Ente in scadenza il prossimo 26 maggio

Fiasella: "Strategia condivisa con le altre Province in scadenza in sede di UPI, in difesa del diritto di voto dei cittadini"

La Provincia della Spezia ha presentato ricorso al TAR per contestare la mancata convocazione dei comizi elettori per l'Ente in scadenza il prossimo maggio. L'oggetto della contestazione è il contenuto dell'Art 23 del Decreto Salva l'Italia  il cui principio è al vaglio della Corte Costituzionale in seguito al ricorso di 8 Regioni Italiane: Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise e Sardegna.
"La scelta di fare ricorso al Tar - spiega il Presidente Marino Fiasella - nasce da una strategia condivisa in sede di Upi con le altre Province in scadenza a maggio e destinate, secondo quanto stabilito dall'art 23 del Decreto "Salva l'Italia", al commissariamento. La decisione non è certo un atto di polemica nei confronti del Prefetto che ha applicato quanto disposto dal Governo Monti ma un atto dovuto in difesa dei diritti dei cittadini e della Carta Costituzionale. La Costituzione prevede la presenza delle Province come livello intermedio tra Regioni e Comuni attribuendole specifiche funzioni di area vasta e il Decreto in questione viola palesemente due principi: quello relativo al profilo costituzionale e quello legato al diritto di voto dei cittadini che con il commissariamento si vedono privati di tale esercizio democratico. Se da un lato ho più volte espresso una moderata soddisfazione per il fatto che ad oggi pare sorpassata la discussione sull'abolizione delle Province, dall'altro ho ritenuto quanto mai necessario ricorrere al Tar perché non è accettabile che i cittadini siano privati del diritto di scegliere i propri rappresentanti all'interno di un Ente che manterrà la medesime funzioni. Proprio oggi che sembra cambiato l'atteggiamento nei confronti delle Province e para placata l'inaccettabile battaglia demagogica contro di esse, sarebbe una beffa che a vedere violati i propri diritti fossero i cittadini. La trasformazione delle Province in Enti di nominati con le esercizio delle attuali funzioni sarebbe infatti soprattutto una limitazione della rappresentanza democratica, la cui fisionomia è data dall'espressione popolare e dal voto."
 
 
 

Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO