"Il Parco delle 5 Terre è un bene prezioso per tutto il territorio ed è, per la terza volta dal 2010, travolto dal fango. Tre sono infatti le vicende, di diversa natura, che ne hanno in 17 mesi minato drammaticamente la stabilità. Nel settembre 2010 l'inchiesta giudiziaria ha messo in discussione la gestione politica del Parco delle 5 Terre, offuscando ma non annullando il valore di quel modello che aveva reso il Parco uno straordinario esempio di convivenza tra ambiente e comunità. Durante la gestione post inchiesta la Provincia si è fatta carico di sostenere il territorio, sopperendo alla mancanza di una gestione politico istituzionale e investendo in un piano promozionale straordinario che ha permesso di chiudere il 2011 con un segno "+" in termini di presenze turistiche. Nel 2011 altri due fatti drammatici hanno posto all'attenzione in modo nuovo le gestione del Parco: l'incendio di Riomaggiore, i cui effetti sono stati in parte mitigati dalla presenza dell'attività agricola comunque danneggiata gravemente, e l'alluvione del 25 ottobre che ha travolto Vernazza e Monterosso. Nel caso dell'incendio, oltre l'importanza della presenza dell'uomo e del suo prezioso lavoro di salvaguarda del territorio, si è manifestato il ruolo fondamentale svolto dalla Forestale che rappresenta un valore aggiunto e deve necessariamente permanere all'interno dell'area Parco. Su questo chiedo al Sindaco di Riomaggiore un impegno nel trovare una sistemazione, dopo lo sfratto dalla sede di Volastra.
L'alluvione ha poi cancellato interi pezzi di territorio, inteso come spazio antropizzato, portandosi via una natura straordinaria e le attività dell'uomo che nell'ambiente aveva trovato il suo equilibrio. Le immagini del disastro, la cui portata era imprevedibile, hanno fatto il giro del mondo e mosso uno spirito di solidarietà "universale" che testimonia quanto le 5 Terre siano considerate davvero Patrimonio dell'Umanità. Oggi ci troviamo di fronte ad un'altra ondata di fango legata alla vicenda consulenze della gestione commissariale post inchiesta che impone una riflessione seria sulle scelte che andranno necessariamente fatte nel prossimo futuro. La questione sollevata è grave poiché la trasparenza è l'ossigeno della democrazia e non la si deve chiedere solo a qualcuno ma a tutti. Il rigore e l'attenzione devono essere i principi fondanti di qualsiasi gestione, sia essa politica o commissariale. L'attuale Commissario Santoro ha indubbiamente dato un segnale significativo tagliando da subito le consulenze e dalla trasparenza non dobbiamo più prescindere. Il Parco è un patrimonio collettivo, polmone dell'economia locale e modello di gestione ambientale da cui si deve necessariamente ripartire. Per questo motivo credo che in futuro la nomina politica del Presidente debba essere il frutto di una condivisione vera con la comunità locale che nel territorio vive e investe. Il mio auspicio è dunque che condivisone e trasparenza siano i principi ispiratori alla base del rilancio del "modello Parco", valore aggiunto e prezioso della nostra provincia."
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia.