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Nota Stampa - 02.02.2012

L'intervento di Don Luigi Ciotti in Provincia

"Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi"

La giornata spezzina di Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera", è iniziata questa mattina in Provincia, in una Sala Consiliare gremita di tantissimo giovani. La presenza di Don Luigi alla Spezia è inserita in un fitto programma di incontri promossi da Libera La Spezia, in vista della Giornata della Memoria e dell'Impegno che si terrà il 17 Marzo a Genova.
"La giunta di cui faccio parte - ha dichiarato in apertura l'Assessore Paola Sisti - si è insediata nel 2007 ed uno dei primi atti che abbiamo deliberato ha riguardato proprio il sostegno a "Libera", un sostegno che oggi ribadisco a nome del Presidente, di tutta la giunta e di tutto il Consiglio provinciale. Siamo consapevoli di come la politica stia attraversando un momento difficile di perdita di credibilità ma siamo convinti che il nostro Paese abbia bisogno di buoni politici oggi più che mai. Nell'interrogarci costantemente su come possiamo essere coerenti con gli obiettivi che "Libera" con coraggio si prefigge, cerchiamo sempre di mettere a centro delle nostre politiche i più deboli."
Don Luigi Ciotti è poi intervenuto rispondendo alle domande di studenti, insegnati e rappresentanti della politica locale. Tantissimi i temi toccati dal fondatore di Libera: dalla giustizia, alla legalità all'uguaglianza, alla dignità delle persone, alla politica. " Non sono qui come Luigi Ciotti - ha detto -  ma come rappresentante della grande rete di Libera, coordinamento formato da oltre 1.300 associazioni, enti e gruppi locali. In Italia da 150 anni si parla di mafia. Tutti ne parlano ma non tutti fanno la lotta alla mafia: questo è il problema. L'obiettivo comune che dobbiamo porci è quello della giustizia e quell'obiettivo ha bisogno della responsabilità di ognuno di noi. Lo strumento con il quale essa va perseguita è la legalità e non c'è legalità senza uguaglianza. E' la cultura che dà la sveglia alle coscienze e se c'è un peccato dell'oggi è un peccato di conoscenza. Dobbiamo mettere un freno a questa deriva culturale. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi. Primo Levi, ci ricordò quali sono le due facce dell'ingiustizia: l'assenza di diritti e la zona grigia. Proprio nella zona grigia si insinua la forza della mafia."  
 

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