"In un fase drammatica di crisi non solo dell'economia del Paese ma anche della politica, fortemente messa in discussione dall'opinione pubblica nella sua credibilità, il Governo persevera nel dare in pasto alla pancia degli italiani la sciagurata vicenda dell'abolizione delle Province. O ancor peggio, l'idea che si inizi un percorso di svuotamento delle funzioni dell'Amministrazioni Provinciali declassate ad Enti di secondo livello privati del loro profilo costituzionale. Sono il Presidente di una Provincia, quella della Spezia, in scadenza nei prossimo mesi e che, secondo il decreto Monti, è destinata al commissariamento partire dalla primavera 2012 e fino al marzo dell'anno successivo. Sono anche il Presidente di una provincia devastata da un'alluvione rovinosa che lo scorso 25 ottobre ha spazzato via due terzi di territorio. Sono infine il Presidente di una Provincia che porta sul proprio gonfalone la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiane, il rispetto della quale coincide esattamente con il rispetto per la Costituzione ed il suo valore intrinseco che oggi il Governo Monti intende violare commissariando le Amministrazioni provinciali in scadenza nel 2012. Credo che il nostro Paese abbia bisogno di una riforma di tutti i livelli istituzionali e penso che non si debba, nella contrarietà rispetto all'abolizione delle Province, difendere a tutti i costi lo status quo. D'altronde le Province stesse, insieme all'UPI, Associazione che le rappresenta, hanno sempre mostrato assoluta disponibilità ad una discussione sulla riforma istituzionale complessiva dello Stato. Mantenendo però alcuni punti fermi: il valore assoluto di cui le Province sono l'incarnazione più alta è quello della prossimità rispetto al territorio. Non si può pensare di affrontare una riforma prescindendo dai territori. Per questo motivo ritengo che sarebbe infinitamente più serio ragionare in termini di razionalizzazione e non di abolizione, solo questo infatti ci consentirebbe di ottenere un risparmio effettivo pur tutelando il valore aggiunto che le Province incarnano. Il punto di partenza di tale operazione dovrebbe essere l'istituzione delle città metropolitane, peraltro introdotte nella Riforma del Titolo V della Costituzione, a cui potrebbe seguire la razionalizzazione del numero delle Province. Come proposto già dalla Regione Piemonte, anche la Liguria potrebbe avviare una sorta di riordino procedendo con la costituzione, finalmente, dell'area metropolitana di Genova e riducendo il numero delle Province individuandone una di Levante e una di Ponente. Con responsabilità dunque si otterrebbe non solo un risparmio effettivo dei costi ma anche un riordino intelligente. Rispetto a questo dunque rivolgo un appello non solo ai miei colleghi Presidenti di Provincia, affinché condividano tale percorso, ma anche al Presidente della Regione Burlando affinché l'Istituzione da lui rappresentata sia protagonista nella costruzione di una nuova visione dello Stato in cui i territori e le comunità locali non cessino di essere elemento fondante e protagonista."
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia