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Nota Stampa - 02.01.2012

Alluvione del 25 ottobre. Il Presidente della Provincia Marino Fiasella scrive al Ministro Clini.

Egr. Sig. Ministro,
lo scorso 25 ottobre la provincia della Spezia, di cui mi onoro di essere Presidente, è stata colpita da un evento alluvionale di portata devastante che ha cancellato due terzi del territorio, provocando danni enormi a infrastrutture, abitazioni, attività commerciali, monumenti. Nel dramma la nostra comunità ha subito purtroppo la perdita più dolorosa, quella di tredici vite umane spazzate via dalla furia cieca di una natura impazzita e incontrollabile. Di fronte a tanta devastazione ci si è resi immediatamente conto di quanto l'entità dei danni subiti fosse infinitamente più grande rispetto alle nostre possibilità e le immagini di questa terra devastata hanno fatto il giro del mondo mettendo in moto uno spirito di solidarietà straordinaria che non ha conosciuto confini. Questo purtroppo però non è bastato. Ad oggi i freddi numeri che definiscono l'ammontare dei danni ci dicono chiaramente che le risorse a nostra disposizione sono assolutamente insufficienti per affrontare l'impervio percorso di ricostruzione di cui il territorio spezzino ha estremamente bisogno per poter sopravvivere. Ad un momento di grave crisi economica che attanaglia il Paese si aggiunge dunque l'orgogliosa disperazione di una comunità che ha necessità e voglia di rialzarsi. Sono convinto, a questo proposito, che della ricostruzione del territorio debbano essere protagonisti non solo le infrastrutture, le case e le attività commerciali ma anche i simboli della nostra storia identitaria perché è su di essi che abbiamo l'occasione di fondare un'economia nuova e più forte. Un esempio tra tutti è rappresentato dai famosi muretti a secco delle 5 Terre, frutto del lavoro dell'uomo, che hanno saputo nei secoli conferire un'identità straordinaria alle colline che circondano questi 5 piccoli borghi di "contadini sul mare", ammirati e visitati da turisti di tutto il mondo. Il 25 ottobre insieme ai muretti e ai terrazzamenti delle 5 Terre è colata a picco la felice intuizione che sulle pietre posate dai contadini, sulle reti dei pescatori, sulle vigne coltivate con fatica si potesse costruire quel sistema economico virtuoso che ci ha permesso, fino a quel giorno, di investire su un modello di turismo unico al mondo. Di quella intuizione fu parte, tra l'altro, un protocollo d'intesa che nel 2006 il Parco Nazionale delle 5 Terre siglò con la Società della Grande Muraglia Cinese per sancire un patto di tutela dei due territori dichiarati dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Fu un "patto tra le pietre", elementi fondanti di due monumenti accomunati non solo dall'estensione chilometrica quasi identica ma dall'essere il frutto del lavoro di una moltitudine di persone, dall'essere non il patrimonio di un solo artista ma di tante mani diverse. La richiesta che mi permetto di rivolgere a Lei, Egregio Ministro, è che si faccia carico di sostenere e rilanciare quel gemellaggio tra le 5 Terre e la Cina. Le chiedo di lanciare un appello alla Società della Grande Muraglia Cinese, ONG Fondata nel giugno 1987 sotto l'egida dell'Ufficio Statale dei Beni Culturali del Governo cinese, affinché si rinsaldi il patto siglato a Roma nel 2006 e la Grande muraglia "adotti" idealmente un tratto di muretti a secco, contribuendo alla ricostruzione di un patrimonio che rischia altrimenti di non essere recuperato.
 

Certo della sua disponibilità e in attesa di un suo cortese riscontro, le porgo distinti saluti.
 

Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia  

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