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Nota Stampa 21.12.2011

iasella a Roma per l'Assemblea straordinaria dei Presidenti di Provincia: "No al commissariamento della Province. Senza la Provincia il territorio spezzino rischia di non rialzarsi. Province disponibili a fare proposte di riordino che producano un risparmio vero."

Il Presidente della Provincia della Spezia Marino Fiasella ha partecipato questa mattina all'Assemblea straordinaria dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti di Consiglio convocata a Roma dall' UPI per definire una serie di iniziative da realizzare per contrastare le norme ordinamentali contenute nel Decreto Legge del Governo Monti che prevede il commissariamento delle Province in scadenza la prossima primavera e lo svuotamento funzionale delle stesse.
"L'appello che rivolgo - ha detto Fiasella durante il suo intervento - è che si faccia fronte comune rispetto alla norma inaccettabile contenuta nel decreto Monti. La battaglia che dobbiamo condurre è quella di una riforma seria che preveda un riordino vero dei livelli istituzionali. Credo che il primo passo debba necessariamente essere quello di evitare il commissariamento delle 7 Province in scadenza la prossima primavera, tentando quindi di avviare un percorso concertato di riforma uniforme per tutte le Amministrazioni. E' convocata per oggi la Conferenza Stato Regioni cui le Province non sono disponibili a partecipare se non di fronte ad un impegno serio da parte del Governo nel riconoscere il valore e il ruolo delle Amministrazioni provinciali all'interno del sistema istituzionale. Non vogliamo essere presi in giro e siamo disponibili a riprendere il confronto con il Governo solo nel caso in cui si affronti una riforma di riordino che tenga conto delle nostre prop oste. Con responsabilità e coerenza le Province sono altre sì pronte a fare proposte che producano un risparmio vero ed un efficientamento reale del sistema. L'attuale riforma, così come pensata all'interno del decreto governativo, non comporta infatti alcun risparmio e crea solo una grande confusione. In un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando il sistema istituzionale va reso più efficace, non certo complicato. Il mio è un territorio che sta vivendo un profondo disagio a causa della drammatica alluvione che il 25 ottobre scorso lo ha sconvolto. Voglio ringraziare a questo proposito tutti i Presidenti delle Province italiane che ci hanno teso una mano, dandoci aiuti preziosi e esprimendo la loro vicinanza. Ieri ho partecipato ad una riunione sui finanziamenti per i danni subiti in occasione di quel tragico evento e l'esiguità delle risorse a disposizione ha evidenziato la necessità che la Provincia sia protagonista in questa fase delicata di r icostruzione del territorio. Le risorse ad oggi stanziate per la mia terra martoriata sono purtroppo insufficienti e non possiamo permetterci che nel 2012 agli impegni presi dalla Amministrazione che presiedo siano sostituiti da una Provincia commissariata e senza un bilancio. Il mio territorio non può fare a meno degli impegni che abbiamo preso nei suoi confronti. Per questo motivo e nella convinzione che l'Italia abbia bisogno di una seria riforma istituzionale ma non dell'eliminazione di un presidio di democrazia definito dalla Costituzione, auspico che il Governo lanci un messaggio di apertura su questo tema. Solo in quel caso le Province si renderanno disponibili a riprendere il confronto e partecipare alla Conferenza Stato Regioni. Io, dal canto mio, mi batterò fino all'ultimo per il territorio e per le Province."
- è che si faccia fronte comune rispetto alla norma inaccettabile contenuta nel decreto Monti. La battaglia che dobbiamo condurre è quella di una riforma seria che preveda un riordino vero dei livelli istituzionali. Credo che il primo passo debba necessariamente essere quello di evitare il commissariamento delle 7 Province in scadenza la prossima primavera, tentando quindi di avviare un percorso concertato di riforma uniforme per tutte le Amministrazioni. E' convocata per oggi la Conferenza Stato Regioni cui le Province non sono disponibili a partecipare se non di fronte ad un impegno serio da parte del Governo nel riconoscere il valore e il ruolo delle Amministrazioni provinciali all'interno del sistema istituzionale. Non vogliamo essere presi in giro e siamo disponibili a riprendere il confronto con il Governo solo nel caso in cui si affronti una riforma di riordino che tenga conto delle nostre prop oste. Con responsabilità e coerenza le Province sono altre sì pronte a fare proposte che producano un risparmio vero ed un efficientamento reale del sistema. L'attuale riforma, così come pensata all'interno del decreto governativo, non comporta infatti alcun risparmio e crea solo una grande confusione. In un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando il sistema istituzionale va reso più efficace, non certo complicato. Il mio è un territorio che sta vivendo un profondo disagio a causa della drammatica alluvione che il 25 ottobre scorso lo ha sconvolto. Voglio ringraziare a questo proposito tutti i Presidenti delle Province italiane che ci hanno teso una mano, dandoci aiuti preziosi e esprimendo la loro vicinanza. Ieri ho partecipato ad una riunione sui finanziamenti per i danni subiti in occasione di quel tragico evento e l'esiguità delle risorse a disposizione ha evidenziato la necessità che la Provincia sia protagonista in questa fase delicata di r icostruzione del territorio. Le risorse ad oggi stanziate per la mia terra martoriata sono purtroppo insufficienti e non possiamo permetterci che nel 2012 agli impegni presi dalla Amministrazione che presiedo siano sostituiti da una Provincia commissariata e senza un bilancio. Il mio territorio non può fare a meno degli impegni che abbiamo preso nei suoi confronti. Per questo motivo e nella convinzione che l'Italia abbia bisogno di una seria riforma istituzionale ma non dell'eliminazione di un presidio di democrazia definito dalla Costituzione, auspico che il Governo lanci un messaggio di apertura su questo tema. Solo in quel caso le Province si renderanno disponibili a riprendere il confronto e partecipare alla Conferenza Stato Regioni. Io, dal canto mio, mi batterò fino all'ultimo per il territorio e per le Province."

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