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Nota STAMPA - 18.11.2011

Il Presidente della Provincia della Spezia Marino Fiasella scrive a Renzo Piano, ligure prestato al mondo

Vorrei che dal suo talento partisse l'idea di una ricostruzione che non dimentica"

Gent. Arch. Renzo Piano,
ho letto con attenzione e ammirazione l'intervento da lei fatto a Genova in occasione di Eurocities 2011. In quella straordinaria lezione rivolta agli urbanisti europei ho colto il senso e l'essenza di quello che vorrei diventasse il manifesto politico della mia Amministrazione: "E' tempo di costruire sul costruito, di riqualificare l'esistente, di non consumare più suolo". La presa di coscienza che l'arroganza dell'uomo abbia sottratto alla natura troppo spazio è a mio avviso un segno di lungimiranza per il futuro e di rispetto per il presente. Il monito da lei lanciato sul nostro modo di pensare l'urbanistica e al fatto che le nostre città "Non possono continuare a mangiare territorio, non possono continuare a esplodere" non deve rappresentare un pensiero affidato solo a una platea di professionisti ma divenire necessariamente pensiero e patrimonio comune. La responsabilità nei confronti dei delicati equilibri della natura e dell'ambiente deve diventare la responsabilità di tutti. Credo, a questo proposito, che sia in primo luogo dovere delle Amministrazioni e delle Istituzioni tutte contribuire alla costruzione di una coscienza collettiva che, partendo dalla consapevolezza degli errori commessi in passato, sappia ripensare  il suo modo di stare sul territorio.
Come lei ben sa, la provincia spezzina è stata devastata e martoriata da una calamità di portata eccezionale, del tutto incomparabile rispetto a qualsiasi altro evento accaduto in passato. Il 25 ottobre il mio territorio è stato ferito a morte, dilaniato dalla violenza inaudita di una natura impazzita e incontrollabile. Il prezzo pagato dalle famose coste delle 5 Terre, dalle verdi colline della Val di Vara, dal suggestivo lungofiume della Val di Magra, da 2/3 del territorio spezzino è quanto mai drammatico, appesantito dolorosamente e tragicamente dalla perdita di 13 vite umane. I danni alle infrastrutture, alle abitazioni, alle proprietà, ai paesaggi, ai borghi, alle attività commerciali sono incalcolabili e le risorse che serviranno per tornare ad una parvenza di normalità sono infinitamente più grandi rispetto alle nostre possibilità. C'è una sofferenza profonda a cui rispondere e la paura di non farcela.  Di fronte alla tristezza delle immagini scorse nelle pagine dei giornali, sulla rete, nelle televisioni si è mossa la generosità di persone di tutto il mondo. Da ogni dove sono arrivati aiuti e solidarietà vera. L'intera comunità mondiale ha teso la mano ad un territorio in ginocchio. Credo però che a questa bella pagina di altruismo e vicinanza si debba aggiungere un forte segnale di speranza. Le persone che hanno subito quel dramma desiderano ricominciare, nella convinzione che di quanto è successo debba rimanere una salda memoria, che sulle conseguenze della funesta alluvione del 25 ottobre 2011 non debba mai calare il velo del silenzio.
Rivolgo a lei, Arch. Piano, ligure prestato al mondo, queste mie riflessioni e la richiesta che proprio da lei provenga il segnale forte di speranza, un'idea da cui ripartire. Le chiedo di venire sui luoghi della tragedia, a toccare con mano ciò che a parole è difficilmente descrivibile e di mettere a disposizione di una comunità ferita ma orgogliosa il suo talento. Mi piacerebbe portarla a Borghetto Vara, luogo simbolo della devastazione che ha pagato in termini di danni materiali e di perdita di vite umane. Vorrei mostrarle l'anima, il fulcro sociale e commerciale di un borgo spazzato via dalla furia cieca dell'acqua. Vorrei che in quel luogo lei ci aiutasse a definire le linee della ricostruzione, principi che guardino al futuro con umiltà e lungimiranza. Vorrei che da lei partisse l'idea di una ricostruzione che non dimentica, di una ricostruzione che mostra di avere compreso gli errori del passato.
La invito infine a partecipare ad una seduta straordinaria del Consiglio provinciale aperta per tenere una lectio magistralis affinché la sua fine intuizione, il pensiero del "costruire sul costruito" divenga davvero patrimonio di tutti.

Ringraziandola anticipatamente dell'attenzione che vorrà prestarmi le porgo distinti saluti.

Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia

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