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COMUNICATO STAMPA - 31.10.2011

L'emergenza in Liguria dopo la catastrofica alluvione del 25 ottobre è ancora alta.

Fiasella: "La gente è esasperata. 2/3 della provincia spezzina è in ginocchio. Ci vuole un grande piano di ricostruzione che la Liguria da sola non può affrontare"

 "La situazione in cui versa la provincia spezzina, duramente colpita dall'alluvione catastrofica del 25 ottobre, è ancora drammatica. Nel cogliere positivamente e ringraziare l'impegno dei parlamentari liguri di tutti gli schieramenti riuniti questa mattina in Provincia, rivolgo ancora una volta un accorato appello al Governo affinché riconosca la dimensione nazionale dell'emergenza in cui versa il nostro territorio. Ci sono più di 20 strade provinciali e 60 strade comunali chiuse. Il reticolo viario di due terzi del territorio è saltato ed il livello di esasperazione della gente è altissimo. Senza le strade molte porzioni di territorio sono letteralmente emarginate e se ne rischia l'abbandono definitivo perché le persone non tollerano più di vivere in situazioni di pericolo. E' necessario che lo Stato riconosca che la Liguria da sola non può sostenere le spese della ricostruzione  poiché quello che è successo va infinitamente oltre le sue possibilità. Non si tratta di incerottare un territorio ferito ma trovare una cura efficace per tornare alla normalità. La Provincia ha in questi anni avviato politiche che consentissero e stimolassero la presenza dell'uomo nei territori. Siamo riusciti ad ottenere risultati positivi nel settore del turismo, nonostante il momento di crisi, perché abbiamo creduto nel modello della ricettività diffusa e nella necessità di attirare visitatori interessati ad instaurare una relazione vera con l'ambiente e la natura dei nostri luoghi. Questo tipo di economia virtuosa rappresenta anche un presidio importante in zone che altrimenti sarebbero abbandonante all'incuria. Il rischio che corriamo è però quello che tali presidi scompaiano ed insieme a loro una parte fondamentale dell'economia del territorio. Per evitare che ciò accada non si può prescindere dalla ricostruzione in primo luogo della infrastrutture: senza le strade e i ponti il territorio muore e con esso, non solo tutte le imprese colpite direttamente dall'alluvione, ma anche quelle nelle zone limitrofe. C'è bisogno di un grande piano di ricostruzione che la certamente la Liguria, da sola, non può affrontare."
 

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