Oggi giorno clou della seconda conferenza internazionale sull'Ambiente dell'Isola Palmaria con il convegno sul Patto dei Sindaci per il consolidamento e lo sviluppo di questo strumento europeo per la sostenibilità dei territori.
All'incontro moltissime presenze internazionali con rappresentati istituzionali delle province e dei territori di Arco Latino, associazione di enti locali di livello intermedio di Italia Francia e Spagna: il Presidente della Provincia della Spezia Marino Fiasella, il Presidente dell'UPI Giuseppe Castiglione, Hervé Baro (della Presidenza di ArcoLatino), Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona, Filippo Bernocchi, Vice Presidente ANCI e in collegamento da Bruxelles Pedro Ballesteros, responsabile europeo del Patto dei Sindaci.
Punto centrale della discussione è stato il ruolo fondamentale degli Enti intermedi, come le Province che hanno una funzione di incidenza diretta sui territorio secondo il principio della prossimità. Sia in Italia che in Francia e Spagna da tempo si discute sulla necessità o meno di abolire le Province, i Departiment e le Diputaciò. Il convegno di questa mattina è stata l'occasione per centrare l'attenzione sul ruolo fondamentale di questi Enti di Governo di Area Vasta. I risultati che si stanno ottenendo con il Patto dei Sindaci sono la conferma del lavoro svolto dalla Province nella messa a sistema dei territori che trovano ragione di stare insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ad oggi 3000 Comuni di tutta Europa si sono impegnati nell'ottenimento degli obiettivi del Patto: ridurre le emissioni di co2 del 20% entro il 2020 aumentando del 20% il livello di efficienza energetica e del 20% la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.
"I dati del Patto - sottolinea Fiasella - dimostrano che la rete e le strategie condivise rappresentano il metodo operativo migliore. Da solo un comune virtuoso non ha la capacità di incidere significativamente sulla grande emergenza energetica e ambientale che caratterizza il nostro tempo. La rete, costruita sapientemente dagli Enti di Area Vasta, consente di razionalizzare gli sforzi e le risorse e mettere a sistema le buone prassi. In un momento in cui le Province vengono demagogicamente messe in discussione, con questo tipo di progetti si dimostra concretamente il loro ruolo centrale di connettori e risolutori dei bisogni dei territori. La prossimità è infatti il punto di vista privilegiato attraverso cui le Province interpretano le necessità delle Comunità e trovano le risposte."
Il Presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto nell'ambito del Patto dei Sindaci: "In Palmaria lanciamo una nuova sfida e ci proponiamo tutti insieme di estendere gli obiettivi del Patto ai temi legati alla gestione dei rifiuti e delle risorse idriche."
Presente al convegno il Presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza che ha consegnato simbolicamente a Pedro Ballesteros, collegato in video conferenza da Bruxelles, l'adesione della sua Amministrazione al Patto dei Sindaci.
L'Isola Palmaria, con la sua suggestiva Fortezza, si conferma dunque il luogo simbolo per coloro che credono nella necessità di raggiungere il 20-20-20 e vengono ad impegnarsi in tale direzione firmando l'adesione al Patto dei Sindaci.
"Sono convinto che si debba dare più potere - ha detto Ballesteros - alle autorità locali e provinciali perché sono le uniche a saper creare opportunità nei territori e rispondere ai bisogni quotidiani che vi risiedono. Questa è democrazia di prossimità."
In ultimo ArcoLatino, attraverso Hervè Baro, ha espresso la sua preoccupazione rispetto all'ipotesi di riforma costituzionale che prevede l'abolizione delle Province italiane, ma anche francesi e spagnole: "ArcoLatino auspica che il Governo riprenda il dialogo con le Province e che queste siano associate insieme con Comuni e Regioni nell'elaborazione delle riforme che li riguardano e che a nostro avviso si rendono necessarie, a maggior ragione in momenti di crisi, ma che sono da attuare in un clima di concertazione generale. Il dibattito sull'organizzazione territoriale in Europa sta mettendo seriamente in dubbio la capacità del territorio stesso di mobilitare risorse e forze capaci di garantire l'applicazione di una strategia territoriale globale e coordinata."