"Colgo con soddisfazione la disponibilità del Governo a stralciare dal decreto anticrisi l'art 15 relativo alla soppressione delle Province al di sotto dei 300 mila abitanti e 3 mila km di estensione. Per il nostro territorio la conferma di tale articolo sarebbe stata una beffa doppia poiché non solo la nostra città sarebbe stata declassata dal rango di capoluogo ma sarebbe stata anche l'unica nel 2012. L'anno prossimo infatti la Provincia della Spezia è l'unica ad andare al voto tra le 29 potenzialmente abolite. La soddisfazione che esprimo deriva non solo dall'ormai molto probabile stralcio della norma ma anche dalla volontà espressa di procedere ad un riordino generale della Pubblica Amministrazione. Colgo con favore la proposta della creazione di una commissione parlamentare ad hoc che si occupi, nel giro di pochi mesi, di studiare una riforma di tutti i livelli istituzionali che si ponga l'obiettivo di ridurre la spesa pubblica in un'ottica di modernizzazione e razionalizzazione dello Stato. Con l'art 15 di fatto non si dava una risposta concreta al problema dei conti pubblici ma si rispondeva alla pancia dei cittadini, tra cui si è ingenerata purtroppo molta attesa rispetto all'abolizione delle Province. Conti alla mano, come confermato anche dalla Ragioneria dello Stato, l'abolizione di 29 Province non avrebbe causato un risparmio nell'immediato ma anzi un costo aggiuntivo derivante dalla necessità di riorganizzare i servizi da esse gestiti.
La difesa che ho intrapreso, insieme all'UPI e agli altri Presidenti di Provincia colpiti dal decreto, non è certo la difesa di una poltrona ma di un territorio. Nell'attuale assetto statale infatti le Province svolgono un ruolo di prossimità rispetto ai territori che non può essere assolto né dalla Regione né da un'unica grande Provincia con sede a Genova. Il principio della prossimità è quello che sta alla base dell'azione amministrativa delle Province che si occupano di strade, scuole, difesa del suolo e sono di sostegno soprattutto ai piccoli Comuni che da soli non riuscirebbero a gestire alcuni servizi. Se confermato, come pare, lo stralcio del decreto con la votazione in Parlamento del 5 settembre si apre uno scenario diverso di riordino generale dello Stato, in cui si potrà ragionare seriamente sul numero di parlamentari, di Regioni, di Province e di Comuni, di macro Regioni, di consorzi tra Comuni, mantenendo come obiettivi saldi il risparmio e la prossimità delle Istituzioni rispetto ai cittadini e ai territori."
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia