Si è tenuta questo pomeriggio a Roma la riunione indetta dall'Upi con i Presidenti delle Province a rischio soppressione, in caso di approvazione dell'art 15 del decreto anticrisi varato dal Governo.
"La riunione di oggi - sottolinea Fiasella - ha portato all'elaborazione di un elenco di proposte che domani sarà presentato nel corso dell'audizione in Senato. Chiederemo al Governo che si avvii al più presto un percorso di modifica della Costituzione che consenta di rivedere le dimensioni di tutte le Province in modo che siano le Regioni a decidere l'accorpamento degli Enti e le modifiche ai confini provinciali, attraverso l'istituzione delle Città metropolitane. Il tutto sempre tenendo conto in primo luogo dell'interesse della comunità e tutelando il valore delle Province come Enti di prossimità rispetto al territorio. Siamo fiduciosi che il Governo si mostri disponibile a recepire le nostre proposte".
Queste dunque le richieste che l'Unione delle Province d'Italia ha definito, insieme ai Presidenti delle Province intervenuti, e che saranno presentate ufficialmente domani, nel corso dell'audizione sulla manovra prevista in Senato:
- approvazione urgente di una riforma costituzionale del Parlamento e della composizione dei consigli regionali; e definisca in modo chiaro e organico i limiti dimensionali minimi delle circoscrizioni territoriali delle regioni, delle province e dei comuni
- stralcio delle norme ordinamentali, in particolare degli articoli 15 e 16 della manovra, che non avendo alcun rilievo economico e non avendo presupposti di necessità ed urgenza, non trovano nel Decreto la giusta collocazione e sono in contrasto con le procedure previste dall'art. 133 della Costituzione;
- revisione dell'art. 133 della Costituzione , spostando la competenza legislativa dallo Stato alle Regioni per la modifica delle circoscrizioni provinciali che non raggiungono limiti dimensionali adeguati per l'esercizio delle funzioni di area vasta e per la soppressione delle Province nelle quali sono istituite le Città metropolitane;
- approvazione subito in Senato, e in via definitiva alla Camera, della Carta delle Autonomie locali, definendo ruoli e competenze di Province e Comuni;
- previsione di una norma nella manovra economica che elimini tutti gli enti strumentali intermedi (Enti e agenzie strumentali, Ato, Bim, Consorzi di Bonifica, Società di servizi, etc..) e assegnazione delle competenze da questi esercitate ai Comuni e alle Province. La norma consentirebbe un risparmio immediato quantificabile in non meno di 2,5 miliardi di euro, il costo vivo dei soli compensi dei Consigli di amministrazione.