"Mercoledì sarò a Roma all'UPI per affrontare il rischio abolizione insieme agli altri Presidenti delle Province che scompariranno nel caso in cui il decreto venisse convertito in legge e ne fosse confermato l'art 15 che sancisce la soppressione degli Enti al di sotto dei 300.000 abitanti. In questo contesto di grande incertezza e confusione, La Spezia si trova ad affrontare il rischio declassamento dal rango di capoluogo di Provincia. E' evidente che, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, tale eventualità aggraverebbe la condizione del nostro territorio poiché la si percepirebbe come un abbandono da parte dello Stato. Ciò che non viene abbastanza evidenziato è che insieme alla Province scompariranno infatti dai territori le Prefetture ed in generale tutti gli uffici provinciali che garantiscono la presenza capillare dello Stato.
In merito a tale questione c'è una proposta chiara da parte del Pd che è quella secondo cui prima si deve applicare quanto è contenuto nella precedente riforma della Costituzione e del titolo V, ovvero l'istituzione delle città e delle aree metropolitane. Faccio notare che il risparmio che si otterrebbe applicando tale norma entro 12 mesi sarebbe infinitamente più grande rispetto a quello che si otterrà abolendo le 29 Province di cui si parla, per i costi e i bilanci che questi Enti hanno attualmente. Una volta istituite le aree metropolitane si può affrontare seriamente un percorso vero di abolizione. All'intero di questi grandi Municipi si può pensare di eliminare un Ente intermedio. E' naturale che una volta fatta l'area metropolitana, rimangano due territori, uno a levante ed uno a ponente, che si possono e si devono riordinare. Troppo spesso si è affrontando in maniera demagogica il tema dell'abolizione delle Province non tenendo conto del fatto che c'è la questione del federalismo, sistema che è tanto più efficace quanto più esso è prossimo ai territori. Come si può pensare ad un federalismo vicino ai bisogni dei cittadini in un'ottica di unità regionale? La Regione non può, per sua natura costituzionale, sostituire la Provincia che è un'altra cosa. La mia posizione rispetto alla all'annessione a Genova non è un fatto di campanilismo ma nasce dalla considerazione che essa non possa garantire la prossimità territoriale ad oggi incarnata dalle Province. C'è ora una battaglia da combattere fino in fondo ovvero quella di costruire una Provincia del Levante ligure perché questo ci consentono le leggi attualmente in vigore e non si può permettere che un decreto abolisca una legge costituzionale. Le Province si possono abolire in uno Stato che si riordina da cima a fondo, a tutti i livelli istituzionali e trasforma i Comuni in qualcosa di diverso, individua aggregazioni di Comuni più forti dal punto di vista dell'identità territoriale. Non dobbiamo infatti dimenticare che è importante tutelare una visione sovracomunale che sia prossima ai bisogni ed alle necessità dei territori. L'Europa ed il mercato ci chiedono la razionalizzazione della spesa pubblica. La domanda che pongo a questo proposito è: siamo così certi che la manovra così pensata dia dei risparmi nell'immediato? Io non ne sono convinto."
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia