Martedì 9 agosto ore 21.30 Brugnato strizza l'occhio all'unità nazionale, grazie ad una nuova serata della ricca estate della Provincia della Spezia: in arrivo c'è un garibaldino tutto da ridere, interpretato da Mauro Pirovano. Il titolo dice tutto: Mauro Garibaldino per caso. E la storia di Giuseppe Garibaldi rivive fra musica e mito... Mauro Pirovano è accompagnato dal gruppo dei "Liguriani". Si tratta di una pièce teatrale e musicale scritta e diretta da Gian Carlo Ragni. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha inserito "Mauro Garibaldino (per caso)" all'interno delle manifestazioni culturali ufficiali per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia. E' un divertente omaggio a chi ha unito l'Italia: un'allegra incursione tra alcuni "Padri del Risorgimento", per una volta deposti dal piedestallo e raccontati nella loro quotidianità fatta di vizi e virtù da Mauro, un popolano diventato amico di Garibaldi per puro caso. Il tutto accompagnato da canti e musiche risorgimentali opportunamente arrangiati dai Liguriani. Il 4 febbraio del 1834, a Genova, un giovane ricercato come sovversivo sfugge all'arresto rifugiandosi nella bottega di Natalina Pozzo, la besagnina di piazza Sarzano. In quella bottega, un bimbo di sei anni, Giovanni Battista, figlio della Natalina, salvando la vita al "sovversivo" Giuseppe Garibaldi cambierà la storia d'Italia. Vent'anni dopo il generale si ripresenta in quella bottega e, da quel momento, nasce una profonda amicizia con quel bimbo ormai diventato uomo. Il mite Giovanni Battista, pacifista, ipocondriaco e superstizioso, ribattezzato con il nome di battaglia di 'Mauro', diventa quindi testimone della vita avventurosa dell'Eroe dei due Mondi. I canti dell'epoca risorgimentale accompagnano le parole di Mauro, che passa dalla descrizione di New York così come lui ingenuamente l'immagina, al ritratto, insolito e personalissimo, di Peppino Garibaldi: dalla quotidianità di Caprera ai travagliati amori (compreso il matrimonio durato pochi minuti con una giovanissima nobile), dall'antipatia per Cavour al dolore per la cessione di Nizza alla Francia, dal deludente incontro con Vittorio Emanuele alla travagliata preparazione della spedizione in Sicilia, a cui si trova a partecipare, suo malgrado, anche Giovanni Battista alias Mauro, solo per aver indossato per caso una divisa da garibaldino. Nel gioco scenico, l'incontro fra l'attore e i musicisti è concepito come fortuita casualità.Mauro garibaldino (per caso), è ancora in attesa di imbarcarsi per l'America, dove spera di trovare quella fortuna che non ha mai avuto nell'Italia da poco diventata nazione, quando attacca discorso con un gruppo di musicisti, ai quali inizia a raccontare le sue avventure (vere o inventate) di garibaldino reclutato per caso da Nino Bixio. Pur con il dubbio di trovarsi di fronte a un contaballe da osteria, i musicisti sono divertiti dal modo surreale con cui Mauro racconta le sue imprese e iniziano ad accompagnare le sue parole con i loro strumenti. Nasce così un concerto di parole e di musica che ora evoca un Generale privato (tra le donne e gli ozi di Caprera), ora ricostruisce a modo suo il viaggio del Mille, ora - diventato ormai irrefrenabile - indugia di fantasia sulle liti di Garibaldi con Cavour e con il Re o anche sugli scatti d'insofferenza del Generale per il suo ruolo di deputato. E questo concerto avrà fine solo quando viene il momento dell'imbarco sul vapore che li porterà tutti al di là dell'Atlantico. Pirovano è un attore che sa coniugare con personale comicità il dialetto della val Bisagno con una visione civile del mondo. Al suo fianco: Fabrio Rinaudo (cornamusa), Fabio Biale (violino voce), Filippo Gambetta (organetto mandolino), Michel Balatti (flauto), Claudio De Angeli (chitarra).