Sabato 23 e domenica 24 luglio a partire dalle 18 il comune di Rocchetta Vara festeggia il "suo" grano tra le vie del borgo di Suvero. Una cena itinerante tra ambienti e profumi d'altri tempi in un percorso che fonde antiche tradizioni e freschi sapori della cucina locale. Cantine aperte con arredi originali di fine ottocento e postazioni con i piatti della tradizione da degustare a tappe: tagliatelle mesce (fatte con farine banche e di castagne) condite con sugo di porri e salsiccia, ripieno di riso, torte d'erbi, formaggi e salumi locali, dolci e buon vino.
"Con la festa di sabato e domenica - sottolinea l'Assessore provinciale all'Agricoltura Federico Barli - diamo anche il benvenuto alla nuova comunità custode del grano, nata con il progetto di valorizzazione di questo prodotto anticamente legato al territorio di Rocchetta e adesso recuperato con il coinvolgimento delle famiglie e dei contadini del luogo. La manifestazione di Suvero ripercorre le tradizioni delle antiche feste del grano con tutti rituali che le caratterizzavano e sarà l'occasione per presentare non solo un prodotto recuperato ma anche un modello di rete virtuosa tra Istituzioni, aziende, associazioni e famiglie. Adesso l'obiettivo deve essere quello di riportare nei negozi la farina di grano di Rocchetta e il pane locale a filiera corta."
"Grazie al progetto - dichiara il Sindaco di Rocchetta Riccardo Barotti - di valorizzazione del grano sono state coinvolte tante famiglie a cui sono state distribuite gratuitamente le sementi di questo frutto della terra che affonda le sue radici in un passato lontano. Nell'annuario della Provincia del 1923 il grano di Rocchetta è nell'elenco delle produzioni locali e in altri documenti storici più antichi si fa già riferimento ad esso. Tanti campi incolti sono stati riseminati e con la coltivazione del grano si è quindi ottenuto non solo un prodotto ma anche un'azione concreta di recupero del paesaggio e del territorio. Adesso stiamo cercando di riaprire il mulino ad acqua, altro tassello che ci consentirà di chiudere la filiera con la produzione del pane cotto negli antichi forni, già riaperti, ancora conservati con gli arredi originali dell'800."