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COMUNICATO STAMPA - 17.05.2011

16 giovani Camerunensi accolti presso il Polo di Protezione Civile di Santo Stefano

Fiasella: "Ancora una volta i volontari si sono mostrati un'eccellenza e un orgoglio per il territorio."

Ieri sera il Presidente della Provincia della Spezia Marino Fiasella, l'Assessore provinciale alla Protezione Civile Giuseppe Gabriele e l'Assessore regionale alle politiche dell'immigrazione Enrico Vesco hanno incontrato e cenato con i volontari della Protezione Civile e 16 giovani camerunensi ospiti nella provincia presso il Centro Integrato di Santo Stefano Magra. Una spaghettata organizzata dai volontari  nel Centro di Via Alcide de Gasperi, all'insegna della solidarietà e tanta emozione.
"Il volontariato che così fortemente caratterizza il tessuto comunitario del nostro territorio - spiega il Presidente Fiasella - ancora una volta ha aperto le sue grandi braccia per accogliere persone in difficoltà. Ciò che colpisce nell'osservare questi momenti delicati è la relazione che si crea tra i volontari che dedicano pezzi delle loro giornate ai profughi,  offrendo loro calore, professionalità e umanità. Il nostro territorio ha dimostrato di essere pronto rispetto alla grave emergenza dei profughi di cui ancora non conosciamo veramente l'entità e il limite temporale. Spesso ci si deve organizzare nell'immediatezza, da un momento all'altro senza alcun preavviso e il grande mondo della Protezione Civile ha fin qui dimostrato tutta la sua capacità di organizzazione. Le Istituzioni hanno il dovere dunque di sostenere l'immenso cuore del volontariato e l'eccellenza del sistema di Protezione Civile, affinché il territorio confermi ed anzi potenzi la sua capacità di accoglienza. Ieri sono arrivati 16 giovani camerunensi nei cui occhi si legge la voglia di restare qui, di trovare riparo in un luogo sicuro. Noi dal canto nostro stiamo cercando di fare il possibile per sostenerli e riempire le loro giornate, ad esempio attraverso corsi di lingua che li attrezzino per affrontare il futuro. Quando sono arrivato a Santo Stefano ho visto questi giovani giocare a calcio e mi ha fatto piacere osservare  alcune testimonianze di fede presenti anche in quel momento ludico. Uno di loro calciava la palla stringendo forte un rosario tra le mani, un gesto di grande religiosità che mi ha colpito e commosso."

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