"Ribadisco con forza la mia perplessità e preoccupazione rispetto ai contenuti del Decreto Romani sulle energie rinnovabili approvato oggi 3 marzo dal Consiglio dei Ministri. La mia contrarietà rispetto alle decisioni assunte dal Governo parte da un presupposto molto semplice: l'Unione Europea ci impone tassativamente di ridurre da qui al 2020 l'emissione di CO2 in atmosfera del 20% e di arrivare all'obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti verdi. Il decreto Romani di fatto crea invece solo confusione e, non curante delle mobilitazioni di questi giorni che hanno visto protagonisti cittadini, aziende, associazioni ambientaliste e di settore, parlamentari e Istituzioni, stabilisce l'entrata in vigore a giugno di un nuovo sistema di incentivazione che prevede un limite alla potenza incentivabile. Benché dal decreto sia stata eliminata l'assurdità del tetto degli 8 mila MW per l'incentivazione dell'energia solare, il succo della questione rimane che il contenuto della legge proposta dal Ministro Romani appare in controtendenza rispetto alle direttive UE. E' evidente infatti che l'unico modo per raggiungere l'obiettivo del 20-20-20 sia semmai adottare politiche che rendano l'uso delle energie pulite più abbordabile dal punto di vista finanziario. Ed è altrettanto chiaro che la riduzione degli incentivi rischi di mettere in crisi un settore economico su cui il resto del mondo sta invece investendo moltissimo. Non ha senso che in un momento in cui è necessario individuare vie d'uscita alla crisi si sferri un colpo così duro ad un settore economico virtuoso che ha grosse potenzialità di crescita ed è fondamentale per la tutela dell'ambiente. La domanda che rivolgo al Governo ed al Ministro Prestigiacomo in particolare è: come pensa l'Italia di traguardare l'obiettivo del 20-20-20 se non sostenendo la produzione di energie verdi? Mi appello a tutte le Istituzioni affinché facciano sentire il loro dissenso rispetto alla politica intrapresa dal Governo e chiedo fortemente all'Europa che verifichi la coerenza del Decreto Romani con la Direttiva sulla produzione dell'energia da fonti rinnovabili. Ciò che deve apparire chiaro è che il 20-20-20 è un traguardo tassativo ed irrinunciabile e che la qualità del nostro futuro passa attraverso il raggiungimento di quell'obiettivo. Il tempo stringe e certe scelte non possono in alcun modo essere più rimandate"
Marino Fiasella, Presidente della Provincia della Spezia