
Presentata interrogazione parlamentare dall'On. Andrea Orlando
Da qualche mese patronati e sindacati spezzini hanno coinvolto la Provincia e i parlamentari del territorio per trovare una via d'uscita nella querelle tra Inpdad e 270 pensionati spezzini che si vedono costretti a restituire all'Ente una percentuale di reversibilità percepita negli anni passati, con importi mensili anche superiori ai 150 euro. L'Inpdad ha infatti ricalcolato le pensioni di reversibilità con l'indennità integrativa speciale conglobata nella retribuzione pensionabile già attribuita al coniuge deceduto e ridotta in base alla percentuale spettante. Ciascun pensionato vedrà così decurtarsi la pensione di un quinto o di un terzo per i prossimi 5 anni, oltre a dover restituire all'INPDAP qualche migliaia di euro entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione. La questione arriva adesso in Parlamento poiché l'on Andrea Orlando ha presentato lo scorso 20 gennaio un'interpellanza parlamentare per chiedere al Governo l'individuazione di una via d'uscita a questa complicata problematica.
"Ci siamo attivati immediatamente - dichiara l'Assessore provinciale Paola Sisti - poiché questo recupero colpisce persone in difficoltà, per lo più vedove, che non hanno la possibilità di restituire ciò che chiede l'Inpdap nei tempi e nei modi stabiliti dall'Ente. L'impegno della Provincia è quello di ottenere una risposta per i cittadini e ringrazio l'On. Andrea Orlando per aver presentato un'interrogazione parlamentare sulla questione."
"Le somme richieste ammontano a diverse migliaia di euro a seconda dei casi - evidenzia Carlo Pucci del Patronato INAS - Si va dai 10.000 ai 120.000 euro a testa e i pensionati non riescono a restituirli nella modalità richiesta dall'Inpdap, ovvero entro 5 anni dal momento in cui si riceve la comunicazione formale. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a riformulare una norma o trovare una soluzione che non obblighi queste persone a vedere la propria pensione così falcidiata. Per questo motivo abbiamo coinvolto le Istituzioni e i parlamentari locali che hanno mostrato molta attenzione nei confronti di questa drammatica questione."
"Quest'operazione - dice l'On. Andrea Orlando - colpisce persone già in difficoltà. Tutto ciò acquista carattere di drammaticità se analizzato nel relativo contesto sociale poiché interessa vedove, persone in età avanzata, spesso associata a problemi di salute, che già percepiscono un'esigua pensione e su cui la crisi economica in atto incide pesantemente. La strada maestra per la soluzione del caso è quella di una cancellazione del debito. Se questo non fosse possibile si dovrebbe allora consentire quantomeno la dilazione nella restituzione anche oltre i cinque anni ora imposti. Mi preme sottolineare infatti che queste somme sono state accumulate dai pensionati in un lasso di tempo molto più lungo di 5 anni e ciò che si chiede è che i tempi di restituzione siano in linea con i tempi di accumulo, attraverso forme di dilazione più congrue."