
L'Assessore provinciale all'Agricoltura Federico Barli interviene in merito alla vicenda legata all'allarme diossina in Germania che ha coinvolto le uova e ora la carne di maiale di un allevamento della Bassa Sassonia:
"L'allarme diossina che viene dalla Germania - sottoliena Barli - è ovviamente preoccupante ma ci offre anche uno spunto di riflessione su quello che siamo, o non siamo, abituati a servire sulle nostre tavole. Di certo per affrontare questo tipo di emergenza è necessario rafforzare i controlli alla frontiera ma è altrettanto vero che gli strumenti fondamentali per conoscere ciò che mangiamo sono altri. Come sostengono le Associazioni di Categoria, l'etichettatura e la tracciabilità del prodotto rappresentano in maniera totalmente trasparente il mezzo più affidabile per rendere il consumatore "consapevole" nei confronti di ciò che acquista. E' altrettanto importante però focalizzare l'attenzione sull'importanza di sostenere e stimolare il consumo di prodotti biologici certificati e a km zero, gli unici in grado di tutelare la nostra salute e l'ambiente che ci circonda dando la certezza di un consumo etico e di assoluta qualità. Il nostro territorio, con l'eccellenza della Val di Vara, offre da questo punto di vista un grande serbatoio di qualità e un ricco paniere di prodotti che rispettano le tradizioni locali e danno assoluta garanzia per un consumo salutare. La capacità anche delle Istituzioni deve essere quella di educare i cittadini al consumo consapevole di prodotti certificati sostenendo la filiera corta e le reti di distribuzioni a km zero. L'agricoltura biologica non può essere solo una scelta filosofica ma uno strumento con il quale il cittadino difende la propria salute e contribuisce a oliare i meccanismo di un'economia virtuosa sinonimo, tra l'altro, anche di presidio del territorio e tutela del paesaggio. La Provincia della Spezia è da tempo in prima linea proprio nel sostegno alla green economy, ai patti di filiera corta, all'educazione al consumo consapevole, all'enogastronomia tipica che trova nella Val di Vara un eccezionale punto di riferimento. Il nostro no agli OGM, alle produzioni intensive deve essere netto così come altrettanto chiaro deve essere il messaggio che l'acquisto del prodotto di qualità è un'arma straordinaria per tutelarci da fenomeni come quello della diossina in Germania."