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COMUNICATO STAMPA - 12/02/2009

Sulle orme del Grand Tour: Sentieri liguri per viaggiatori nordici

Studi interculturali sulla Liguria a cura di Paola Polito

Il Grand Tour era un lungo viaggio nell'Europa continentale che i ricchi giovani dell'aristocrazia europea, a partire dal XVII secolo, compivano per perfezionare la loro educazione, con partenza ed arrivo in una medesima città. Questo viaggio poteva durare dai pochi mesi fino a 8 anni. Oggi come allora il nostro territorio è una delle mete privilegiate di giovani, studiosi, intellettuali, artisti, che saranno domani i membri attivi di una società sempre più globale. Per questo il libro "Sentieri liguri per viaggiatori nordici - Studi interculturali sulla Liguria" curato da Paola Polito è particolarmente interessante: valenti studiosi e accademici del Nord Europa, attraverso i loro approfondimenti sulla storia e la letteratura del nostro territorio, forniscono nuove suggestioni ai potenziali viaggiatori, che possono continuare, sul solco di un fenomeno già nato secoli fa, a visitare e conoscere la bellezza dei nostri luoghi.

La presentazione del libro è prevista per sabato 14 febbraio alle ore 17.30 nella Sala Consiliare della Provincia.

"Questo volume - scrive Paola Polito nella nota introduttiva - costituisce un omaggio alla Liguria da parte di studiosi legati al nord Europa - nordici veraci o liguri trapiantati - e di studiosi italiani, viandanti ognuno su un suo sentiero ligure, chi alla scoperta di un territorio per lui straniero, chi alla riscoperta di un paesaggio familiare, chi sulle tracce del passaggio di precedenti 'viaggiatori'."

Il volume si apre con un contributo della Polito che affronta la "letteraturizzazione" del paesaggio analizzando testi di Giovanni Boine, Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Italo Calvino, Francesco Biamonti, Maurizio Maggiani. I testi "vengono indagati per ricostruire la sintassi d'un modo d'essere e di sentire 'ligure', a partire dalla ricorrenza di immagini, lessico e metafore che inducono il riconoscimento ambientale e, nei loro rimandi intertestuali, costruiscono una sorta di tradizione del trattamento letterario dell'ambiente."

Seguono poi contributi di Roberto Bertoni, che analizza l'opera di Paolo Bertolani, poeta e narratore de La Serra di Lerici, Francesca Del Santo, che prende spunto dai soggiorni a Paraggi del pensatore di origine russo-lituana Isaiah Berlin per tentare una sorta di ontologia naturale della libertà, Hanne Jansen, che tratta in chiave contrastiva ligure-danese il caso della traduzione letteraria delle poesie di Montale e Steen Jansen, che indaga in particolare le modalità di costruzione dello spazio esterno intorno all'io lirico nelle prime prove poetiche di Sbarbaro e Montale. L'intervista di Ole Jorn a Piero Simondo verte invece sulla permanenza e le peregrinazioni liguri dell'artista scandinavo Asger Jorn negli anni '50 e '60 e discute il suo «onnivoro interesse archeologico, antropologico, culturale e gastronomico per i ripidi e sinuosi paesaggi liguri e per la sua gente». Il romanziere svedese Bjørn Larsson individua temi ricorrenti nell'opera propria e biamontiana, evidenziandone coincidenze e divergenze, e cogliendo la portata universale delle specificità liguri nei romanzi dello scrittore di S. Biagio della Cima (Imperia). Paola Polito, in Liguria e altrove. Genova e Moku Iti: gli scenari estinti della modernità, indaga lo statuto dei luoghi nel romanzo La regina disadorna di Maurizio Maggiani, il loro farsi scenario di epoche distinte quali modernità e postmodernità, e delle loro corrispondenti dimensioni etiche, di cui l'ultima, per usare un'espressione di Umberto Galimberti, potrebbe essere l'«etica del viandante».

Sandro Ricaldone ricostruisce la vicenda personale e artistica di Asger Jorn in Liguria negli anni '50, i suoi rapporti con artisti e movimenti internazionali d'avanguardia. Erling Strudsholm, indaga lo status delle parlate locali liguri rispetto alla situazione italiana più generale, rapportandolo anche alla situazione linguistica danese. Anders Toftgaard tratteggia l'immagine di Genova quale era percepita a Nord nel '500. Lene Waage Petersen, ne I passaggi per la Liguria di Hans Christian Andersen nelle pagine dei suoi Diari, si sofferma sul passaggio dello scrittore in Liguria in occasione del primo dei tre viaggi che fece in Italia

Chiude il libro una postfazione d'eccellenza, Un pettine di sassi, di Enrica Salvaneschi, docente di "Letterature comparate" presso l'Università di Genova e studiosa da anni di teoria e nella pratica letteraria.

Introdurranno la presentazione del libro il Presidente della Provincia Marino Fiasella, l'Assessore provinciale al Turismo Federico Barli e il Presidente del Parco Nazionale delle 5 Terre Franco Bonanini. Seguiranno interventi di Paola Polito, Luisa Rossi, geografa dell'Università di Parma, Spartaco Gamberini, professore emerito di Italiano presso la University of Wales, Roberto Bertoni, del Trinity College di Dublino, Erling Strudsholm, dell'Università di Copenaghen, Enrica Salvaneschi e Sandro Ricaldone.

Renzo Fregoso leggerà una sua poesia citata nel volume: "demòa d'amòe" e Francesca del Santo condurrà l'incontro.

"Sappiamo dell'importanza di questo testo come nuova fonte di ispirazione, di conoscenza, di incontro per molti studiosi nordici - dichiara l'assessore Barli - Sulla scia del grand tour aspettiamo studenti erasmus, giovani viaggiatori non solo europei, perché siamo certi che conoscendo i terrazzamenti delle 5 terre patrimonio dell'unesco, il Golfo dei poeti che già in passato ha ispirato poeti, uomini politici, artisti di tutta Europa, si possa amare un territorio e insieme diventare con consapevolezza cittadini del mondo".

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