
Le Istituzioni ricordano le vittime dell'Olocausto insieme alle Scuole
Questa mattina in Sala Dante il Consiglio provinciale, il Consiglio comunale della Spezia e tutti i Consigli comunali della provincia, le Forze istituzionali e associative del territorio si sono riuniti per celebrare la Giornata della Memoria, istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, dei gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere.
La convocazione congiunta dei Consigli, fortemente voluta dai due Presidenti Loriano Isolabella e Giovanni Destri, ha coinvolto anche i ragazzi dell'Istituto Cardarelli che sono saliti sul palco per portare la loro testimonianza di riflessione sul dramma dell'Olocausto e le loro speranze per un futuro di pace e rispetto delle differenze.
L'intervento, in apertura, del Sindaco della Spezia ha sottolineato l'importanza del ricordo e della capacità di convivere perché "la pace - ha detto Federici - si costruisce sulla capacità di conoscersi e rispettarsi."
"Mi sento onorato - ha dichiarato il Vice Presidente della Provincia Maurizio Giacomelli - di portare i saluti della Provincia in una celebrazione così importante. Il 27 gennaio è una giornata nella quale le Istituzioni tutte devono fare in modo che non si dimentichi quanto avvenuto in quegli anni. Voglio innanzitutto esprimere l'apprezzamento per la modalità con la quale si è deciso di organizzare questa giornata, affidando ad uno studente l'orazione ufficiale di commemorazione delle vittime dell'orrore nazifascista. Siamo tutti qui per non dimenticare, per ricordare anzi l'aberrazione, il dolore dello sterminio degli ebrei, la deportazione nei lager di antifascisti, zingari, disabili. Un 27 gennaio per ricordare le leggi razziali, le sofferenze della prigionia, la morte, le vittime del nazismo e del fascismo e coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. Come dicevano il Presidente del Consiglio Loriano Isolabella e il Sindaco Federici, il 27 gennaio 1945 l'apertura dei cancelli di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono inequivocabilmente al mondo l'abisso nel quale era sprofondato il nazifascismo."