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Il progetto di gestione provinciale

 

La produzione del materiale autoctono della nostra trota fario appenninica si avvale di tre strumenti: l'incubatoio di valle, i ruscelli vivaio, le zone di accrescimento dei riproduttori. Nell'incubatoio inizia il ciclo, con la spremitura dei riproduttori, la fecondazione delle uova, la loro incubazione ed infine la nascita degli avannotti, che restano in impianto fino al riassorbimento del sacco vitellino per essere quindi immessi nei ruscelli vivaio.
 Nei ruscelli vivaio avviene la crescita naturale degli avannotti per un periodo di un anno, trascorso il quale, diventati ormai trotelle di 10 cm. circa, vengono prelevati ed immessi nelle "zone a riproduttori" chiamati, per la pesca, "percorsi naturalistici".
Nelle zone a riproduttori, le trotelle, protette dalla pesca grazie ad una regolamentazione molto restrittiva, raggiungono l'età riproduttiva e vengono quindi catturate e portate allo stabilimento per la spremitura. Nel nostro incubatoio, a differenza di quelli classici di "valle" vengono tenuti in vasca un certo numero di riproduttori adulti tutto l'anno.

Foto del gruppo per le cattureFoto del gruppo per i recuperi
 

Organizzazione acque e regolamentazione pesca

locandina "Vademecum per il pescatore 2003"

L'organizzazione delle acque è fatta in base alle "vocazioni ittiche" del bacino del Vara a suo tempo determinate nella Carta Ittica Provinciale .
Per tutte le acque provinciali si applica il concetto della distinzione tra acque a gestione NATURALE e acque a gestione ARTIFICIALE .
Dalle "vocazioni ittiche" derivano quindi la scelta dei ruscelli vivaio, i percorsi naturalistici, le zone a promozione pesca, campi gara ecc.
Tra quelle a gestione naturale spiccano i percorsi naturalistici a regolamentazione differenziata della pesca dove vengono applicate regolamentazioni moderne, più restrittive delle normali. I percorsi naturalistici funzionano ai fini gestionali come zone per l'accrescimento di riproduttori autoctoni.

 
 

Tutela e controllo patrimonio genetico

 
Foto dei marcatori genetici

La tutela ed il controllo genetico del materiale autoctono prodotto hanno rispettivamente i seguenti scopi:

  1. impedire immissioni di materiale ittico capace di ibridare quello autoctono;
  2. approfondire la selezione del materiale autoctono passando dal riconoscimento fisionomico a quello genetico.
 
 

Studio del comportamento

Foto dell'esempio dei risultati da trota marcata

Lo studio del comportamento è riferito alle trote autoctone prodotte e consiste nell'esecuzione di un certo numero di campagne di marcatura individuale su soggetti adulti esuccessive catture e ricatture onde stabilire il comportamento di migrazione, le trasformazioni fisiche, ecc.

 
 

Elaborazione dati - Pubblicizzazione e scuola

L'elaborazione dei dati raccolti è il puno di arrivo e di nuova partenza di tutto il lavoro.
Per la pubblicizzazione contiamo in modo particolare al collegamento con il mondo della scuola, della pesca e degli ambientalisti, tramite filmati, pubblicazioni varie, convegni, corsi didattici e sito Internet. In particolare per la scuola è stato preparato un corso didattico, in 5 dispense e poster, con lezioni teoriche e pratiche incentrate sull'acquisizione di due principi fondamentali: concetto di "inquinamento" delle acque superficiali e concetto di conservazione della "biodiversità"

 
Foto di un gruppo scolastico al lavoro sul fiumeFoto di un gruppo scolastico al lavoro in classe sul Benthos quale indicatore dell'inquinamentoFoto di un gruppo scolastico in visita all'incubatoio di Chiusola
 

Risultati

Foto degli avannotti dell'impianto di Chiusola

Numero di avannotti prodotti

1994 -  13.910
1995 -  19.200
1996 -  25.700
1997 -  24.158
1998 -  33.000
1999 -  41.400
2000 -  47.890
2001 - 123.400
2002 - 185.400


 

Dal 2003 il progetto di ripristino entra nella fase della di "mantenimento". Verranno cioè prodotti un numero limitato di avannotti per sopperire alla eventuale riduzione delle freghe naturali nei corsi a salmonidi.