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Progetti e Iniziative

Parità e Analisi di genere

Gender budgeting (2005) come applicazione del principio di gender mainstreaming nella procedura di bilancio. Più semplicemente analisi delle spese di un bilancio pubblico, con riferimento alle diversità di effetti che hanno per le donne e per gli uomini. Serve per valutare il diverso impatto prodotto sulle donne e sugli uomini dalle politiche di bilancio e dalla ridistribuzione delle risorse in termini di denaro, servizi, tempo, lavoro sociale e domestico/riproduzione sociale. Garantisce equità, trasparenza, efficienza e consapevolezza.
 
Analisi del personale provinciale in un'ottica di genere, sotto il profilo della categoria e del salario accessorio (2005), condotta dal Comitato pari Opportunità e dall'Ufficio Pari Opportunità. I dati sono risultati molto interessanti e hanno confermato la presenza di concrete differenze retributive tra i generi, dovute in particolar modo, alla difficoltà che le donne riscontrano nella conciliazione vita e lavoro e alla conseguente rinuncia di carriera e di disponibilità oltre l'orario di ufficio.
 
Approvazione della Carta europea per la parità delle donne e degli uomini nella vita locale, promossa dal CCRE e dalla Commissione europea per le pari opportunità, destinata agli enti locali invitati a sottoscriverla ed ad attuarla, tramite un piano di azione per le pari opportunità entro due anni dalla sottoscrizione. Il principio di base è che l'uguaglianza tra uomini e donne è un diritto fondamentale e un valore per la democrazie e che per essere compiuto, non basta riconoscerlo formalmente, ma renderlo esigibile ed esercitatile in maniera sostanziale. La Carta abbraccia tutte le attività di competenza degli enti locali, prevedendo specifiche misure a sostegno delle pari opportunità. 

 
 

Conciliazione

Progetto Banca delle ore per la flessibilità degli orari di lavoro e progetto Asilo nido aziendale (da definire) per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, per rispondere alle esigenze interne del personale e per contribuire ad ampliare la rete di servizi per la prima infanzia già presente sul territorio e permettere di dare risposte differenziate e flessibili sempre più vicine alle esigenze delle famiglie. Realizzare un asilo nido rappresenta per l'azienda l'espressione di apertura alle necessità del contesto sociale in cui opera e, più direttamente, una forma di attenzione per le esigenze dei propri collaboratori e dei loro bambini. Si tratta anche di un'occasione per promuovere un miglioramento del clima aziendale e dell'immagine dell'azienda. (2006)

 

Protezione sociale e lotta alla violenza

Progetto Lucciola (art.18 DLgs 286/98): si prefigge da un lato, di favorire la liberazione dalla schiavitù delle vittime della tratta e di offrire loro un'alternativa di vita attraverso percorsi mirati di reinserimento sociale, dall'altro di porre le basi, attraverso lo strumento dell'informazione e della sensibilizzazione, per un cambiamento educativo e culturale riguardo al fenomeno del traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, contribuendo alla tutela dei diritti fondamentali di tutti. Questo progetto, già attivo da più di tre anni, in parternariato con i Comuni della Spezia, di Sarzana, di Santo Stefano di Magra e della Caritas Diocesana ha visto la creazione di un'unità di strada costituita da 6 operatori, debitamente formati e la realizzazione di un alloggio protetto per l'accoglienza delle vittime che decidono di uscire dal raket. (2004 - 2005/2005 - 2006/2006 - 2007)
 
Progetto Nuovi Orizzonti (art. 13 L. 228/03) partner della Provincia di Genova. Si tratta di un percorso di accoglienza e inserimento sociale per soggetti vittime di tratta. A differenza del progetto Lucciola, questo intervento offre un aiuto a quelle persone che siano vittime di tratta non solo sessuale, ma anche lavorativa. In particolare il progetto fa riferimento agli art. 600 e 601 del codice penale e prevede percorsi di reinserimento di tre mesi, prorogabili fino a sei. (2006 - 2007)
Nell'ambito più generale della tratta, riconosciuta tra le più grandi violazioni dei diritti umani, che non si presenta solo nel mercato del sesso, ma anche in quello del lavoro, del traffico degli organi, della pedofilia e pedopornografia, coinvolgendo quindi non solo donne, ma anche uomini e bambini, nel mese di marzo 2007 la Provincia ha firmato l'Appello degli enti locali contro la tratta degli esseri umani, promosso dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità e l'AICCRE.

 
 

Violenza

Attività per prevenire, combattere e monitorare la violenza alle donne: la violenza contro le donne è un fenomeno complesso e non marginale, riguarda uomini e donne di ogni nazionalità, di ogni condizione sociale e professionale. Riguarda la disparità di potere nei rapporti tra i sessi, è direttamente collegata alle idee e alle condizioni concrete che definiscono in una società i ruoli e l'identità dell'essere uomo e dell'essere donna: Approvazione in Consiglio Provinciale di un ordine del giorno contro ogni forma di violenza alle donne;rete con associazioni, presidi; partecipazione e proposte alla stesura della legge regionale contro la violenza alle donne; sostegno materiale ad alcune vittime di violenza familiare; Progetto Casa delle donne, luogo di incontro tra cultura e servizi e supporto in seconda accoglienza per le donne vittime di violenza, l'amministrazione ha individuato in un proprio edificio i locali da adibire allo scopo e ne ha approvato la ristrutturazione; progetto "Genere, scuola e non violenza": L'obiettivo è quello di far maturare una consapevolezza delle identità di genere e diffondere la cultura delle pari opportunità nelle scuole. Un'attenzione al genere per il superamento di modelli culturali stereotipati, sul ruolo sociale ed economico delle donne e degli uomini e per la ricerca di modalità di apprendimento adeguate. Entrambi i progetti anticipano quello che ha previsto la Legge antiviolenza recentemente approvata dalla Regione Liguria, sottolineando l'importanza e l'urgenza di realizzarli. (2006/2007)

 
 

Sostegno Donne Immigrate

Progettazione e realizzazione "Corso di alfabetizzazione per donne straniere": sperimentazione di un primo corso per l'insegnamento della lingua italiana per le donne straniere presenti sul territorio. L'innovatività sta nell'apertura delle percorso formativo alle sole donne, infatti dalla valutazione con i servizi e associazioni del territorio che si occupano di politiche per gli immigrati, è risultata la difficoltà per le donne e a volte "l'impossibilità" per cultura, a partecipare ai corsi organizzati dai CTP in quanto frequentati anche da uomini. L'iniziativa intende facilitare i percorsi di integrazione e l'effettivo inserimento sociale delle donne immigrate residenti nel territorio, limitando e prevenendo l'insorgere di situazioni di disagio sociale sia per l'immigrato che per la comunità di accoglienza.
Questo progetto è una delle ultime iniziative dell'Assessorato e nonostante sia stato poco pubblicizzato ha comunque avuto un grande successo, coinvolgendo circa una trentina di donne di diverse etnie. Ciò dovrà essere da stimolo sia per i servizi dell'educazione degli adulti sia delle politiche di immigrazione per iniziare ad attivare corsi indirizzati a sole donne.

 

Politica e formazione - Percorso Formativo

Progettazione "Scuola di Politica per le donne": l'obiettivo è quello di fornire, alle donne del territorio, occupate e non una formazione specifica, indirizzata ad acquisire conoscenze, in parte teoriche e in parte pratiche (ossia attinenti al funzionamento di determinati meccanismi istituzionali e politici), volte a promuovere l'affermazione e l'inserimento della donna nella vita politica e nei centri decisionali, sia a livello nazionale che locale, creando un'opportunità di crescita culturale per le donne stesse (2006)