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Castagnola: convivere col rischio frana

Si ritiene utile dare notizia di un articolo comparso recentemente sulla stampa e che sintetizza in maniera efficace i concetti che hanno portato a concepire e condividere fra Provincia, Regione, Comune e Comunità Montana, la strategia per ridurre l'esposizione al rischio degli abitanti di Castagnola.

Il Secolo XIX - La Spezia - 11 ottobre 2005 Sondra Coggio: Framura - Progetto avviato dalla Provincia in collaborazione con il Comune. Monitor spia a guardia della frana. Il dissesto di Castagnola sarà tenuto costantemente sotto controllo.

Grazie a 250 scatti fotografici fatti dal satellite in 12 anni, e ad un lungo lavoro con il Comune di Framura, l'unità piano di bacino della Provincia cambia filosofia nel- l'affrontare l'eterno problema della frana di Castagnola: il movimento resta, ma da oggi si cercherà di convivere con il rischio, riducendolo attraverso strumenti "spia" di monitoraggio dei terreni ma anche dando la possibilità di demolire e ricostruire in modo nuovo le case altrimenti abbandonate, perché segnate da crepe. Gli scatti satellitari, acquisiti attraverso il Politecnico di Milano, letti insieme all'equipe dell'Università di Firenze, hanno portato l'equipe diretta dal geologo Marco Del Soldato alla convinzione di poter convivere col rischio, come in Giappone con il terremoto, grazie alle moderne tecnologie: mirando comunque ad arrivare a quegli interventi strutturali che "richiederanno però costi elevatissimi e tempi lunghi". «Per non perdere tempo inseguendo fondi oggi irraggiungibili, pensiamo a tre livelli di intervento - spiega - primo, integrare la vecchia normativa, che bloccava e bloccherà ancora edificazioni nuove, con una nuova apertura alla demolizione e ricostruzione del patrimonio esistente, con tecniche di riduzione del rischio. Secondo, sistemare apparecchi di monitoraggio strumentale moderni, per avere informazioni in tempo reale sul movimento. Terzo, prevedere interventi strutturali). Sul primo punto, l'ufficio ha completato la revisione della carta di suscettività al dissesto dell'ambito 18, fra Deiva e Levanto, e ha rifatto la cartografia. Intanto, si è partiti con la fase B, il progetto di sistemazione dei monitor spia nei terreni, come già fatto con successo a Molunghi: presto a Castagnola arriveranno i mini computer infilati sotto terra, che comunicano in tempo reale alla Provincia come si muovono le frane, in costante contatto. "Fondamentale il recupero dei rapporti di collaborazione con le amministrazioni - sottolinea l'assessore provinciale Giorgio Traversone - quando si opera su un territorio, la via migliore è agire insieme, mettendo in comune conoscenze ed esperienza". A Castagnola. spiega Del Soldato, siamo di fronte ad un tipo complesso di frana, che si estende su un'area molto vasta ed è caratterizzata da superfici di scivolamento, scorrimento, molto profonde, che interessano anche il sub strato roccioso. La frana è a movimenti continui, ma molto lenti, che possono degenerare in situazioni molto violente e catastrofiche. La frana abbraccia o lambisce le frazioni di Passano, San Lorenzo, Perniciara Belvedere, mulino Belloglio, Rovereto, mulino di Siona, Valle Scura Acquafredda, Voltorara e Lazzino: 5.89 chlometri quadrati, in cui risiede oggi poco meno della metà dei 772 framuresi.