Testata per la stampa della Provincia della Spezia

Levanto, 11 agosto 2005, ore 21,30, presso la loggia medievale: presentazione del volume 4/5 dei Quaderni Levantesi

Immagine dei quaderni levantesi

Il pregio naturalistico della costa delle Cinque Terre e, per estensione, della Riviera Spezzina è universalmente conosciuto e, per alcuni aspetti, inserito in situazioni di salvaguardia a diverso livello: locale, nazionale e sovra-nazionale.
A tutti è nota la dichiarazione di Patrimonio dell'Umanità per i territori delle Cinque Terre e la costituzione dell'omonimo Parco Nazionale, ma meno conosciuto è l'inserimento in aree SIC, di salvaguardia, per alcuni territori costieri di particolare pregio naturalistico ed ambientale o la recentissima costituzione del nuovo Parco Regionale di Portovenere.
Il territorio di cui stiamo parlando è quello costiero compreso fra Deiva Marina e Lerici, suddiviso in una decina di comuni e tre ambiti di bacino di competenza regionale, secondo le indicazioni della Legge 183/89 e della Legge Regionale 9/93.
Proprio in ottica di studio e predisposizione dei nuovi strumenti di pianificazione territoriale (i Piani di Bacino) è stato possibile riconoscere, studiare e censire una grande quantità di emergenze naturalistiche e, in qualche caso, di veri e propri monumenti della natura che intarsiano i chilometri quadrati di questa fascia di Liguria compresa fra il mare ed il primo contrafforte montuoso.
Si tratta di situazioni per certi versi già note e segnalate, come le aree endemiche di alcune specie botaniche molto particolari e caratteristiche, o di microambienti naturali particolarmente pregiati ed unici come l'alneto di Framura (Mariotti ), ma anche di nuove e del tutto originali segnalazioni di specie faunistiche (Baruffetti in questo stesso volume) ed emergenze geologiche (Cento in questo stesso volume).
Ben due articoli di questo quarto Quaderno Levantese sono dedicati alla segnalazione ed all'approfondimento di altrettante emergenze, una faunistica ed una geologica.
Le emergenze geologiche, in particolare, rappresentano una recentissima linea di ricerca che sta fortemente sviluppandosi anche in Italia da non più di due o tre anni, con il censimento dei cosiddetti geotopi, o geositi o, con dizione più recente, monumenti geologici.
I lavori successivi sono il primo contributo alla Rivista fornito dalla struttura provinciale del Servizio Piani di Bacino e dai suoi collaboratori che stanno particolarmente approfondendo questi aspetti conoscitivi del territorio nella convinzione che la più corretta divulgazione e conoscenza siano il migliore veicolo per una consapevole tutela.
Un sentito ringraziamento alla redazione per l'opportunità che ci offre.

 
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