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Elezioni regionali: considerazioni del Presidente Fiasella

Le elezioni sono per la politica e per la gestione della cosa pubblica il riferimento obbligato per comprendere i sentimenti dei cittadini e per trarre orientamenti di percorso.
Le recenti elezioni regionali costituiscono quindi occasione per una riflessione che intendo condividere con i cittadini, che tre anni orsono mi hanno conferito il mandato di presiedere l'Amministrazione Provinciale della Spezia.
Il primo dato è la conferma della fiducia dell'elettorato verso il centro sinistra. E' un riconoscimento dell'operato della Giunta Burlando, è un segno di conferma e continuità anche verso le Amministrazioni locali del territorio, in larga misura governate dal centro sinistra. In questo quadro di continuità tra livello regionale e locale leggo l'ottima conferma dei sindaci Caleo e Moggia. Se possibile il dato locale è ancora migliore del risultato del voto regionale.
Il secondo dato è che all'interno del voto favorevole alla coalizione si conferma e si consolida il consenso verso il principale partito, il Partito Democratico, saldamente primo partito della coalizione e, in generale, del territorio. Nella composizione del consenso non si può non tenere conto altresì del mutato peso delle varie componenti che partecipano alla coalizione di governo locale.
Il terzo dato è che l'affermazione di Burlando è figlia della capacità dimostrata dal Governatore di tenere insieme una larga coalizione con una saggia dosatura tra il ruolo ed il peso del partito guida e quello degli alleati.
Il quarto dato è la percezione che l'elettorato non ha dato fiducia esclusivamente ad una coalizione politica, ma ha inteso dare fiducia ad un programma e ad una azione concreta di governo, capace di intervenire sui problemi reali della popolazione, il lavoro, l'ambiente, lo sviluppo economico.
Inoltre, ma non ultimo, registro un livello mai raggiunto delle astensioni. E' un fenomeno che interroga la politica e che mi preoccupa. E' il segno che una quota sempre più vasta di elettori si sentono estranei oppure ininfluenti rispetto alla "cosa pubblica". E' soprattutto quest'ultima considerazione che mi sollecita a non abbandonarmi alla pur legittima soddisfazione per un buon risultato ma viceversa mi spinge a trasformare la riflessione in un'azione di cambiamento.
Se questi possono essere considerati i segnali che giungono dagli elettori ritengo che sia necessario coglierli ed adeguare l'azione dell'Amministrazione Provinciale a questo nuovo quadro di riferimento.
Una prima considerazione. Il consenso verso il centro sinistra mi incoraggia a proseguire nelle attività e nelle azioni avviate. Sono soddisfatto di quanto fino ad ora realizzato e credo di dover esprimere un ringraziamento in primo luogo ai componenti della mia Giunta per quanto hanno fatto, per l'impegno profuso e per i risultati conseguiti.
Allo stesso modo sono consapevole che qualcosa in più si possa e si debba fare, avviando una vera e propria "fase due" del programma di governo dell'Ente. Abbiamo di fronte ancora due anni di governo, c'è il tempo e la necessità di concentrare gli sforzi su alcune priorità che intendo mettere al centro dell'azione della Provincia.
 
Le priorità della Fase due.  

Per prima cosa le infrastrutture. La Pontremolese è l'impegno primario della mia Amministrazione. Abbiamo realizzato importanti accordi con le altre Province della Tirreno Brennero, con l'Autorità Portuale, gli Interporti, con le Regioni. Ma il passo delle realizzazioni è troppo lento. Occorre fare il possibile e l'impossibile per accelerare il tempo della concretizzazione dei progetti e per vedere realizzati ferrovia e strade. Sono convinto che da quest'opera passi lo sviluppo del nostro territorio. Voglio coinvolgere su questa priorità il Governatore della Liguria, che tanta fiducia ha avuto da questo territorio e deve restituire speranza ed impegno.
Insieme alle grandi opere dello Stato intendo mettere all'attenzione la realizzazione puntuale di importanti opere di riassetto viario del territorio, completando la viabilità della bassa Val di Vara laddove incontra la vallata del Magra. L'agenda prevede la realizzazione della rotonda di Bottagna, il nuovo collegamento tra Ceparana e Santo Stefano, il completamento del nodo di Santo Stefano, così come il ponte della Colombiera.
 

Per secondo il lavoro. Nel 2008 e nel 2009 abbiamo perso centinaia di posti di lavoro. San Giorgio, Baglietto, Pennox, sono i nomi noti di una sofferenza che vuol dire tragedia per intere famiglie, storia che si affianca ai tantissimi che sono stati licenziati da piccole e medie imprese. E tanti sono gli imprenditori che non ce la fanno più. Tanti hanno smesso di lottare ed hanno dovuto chiudere. Con l'aiuto della Regione abbiamo messo in campo provvedimenti di sostegno per chi è stato escluso dal lavoro e non può utilizzare gli ammortizzatori sociali statali. I Centri per l'Impiego operano alacremente per sostenere ed aiutare chi è in difficoltà. Ma l'impegno non è mai sufficiente ed i risultati, se non riparte uno sviluppo economico a tassi accelerati, rischiano di essere insufficienti rispetto alle necessità ed alle aspettative.
 

Ed ancora, l'ambiente. Non è l'attenzione di un sognatore o lo sfizio snob di chi pretende di frenare lo sviluppo in nome di un privilegio. Credo che lo sviluppo sia tale se è davvero "sostenibile". Chi propone uno sviluppo senza sostenibilità ragiona con una logica da padrone delle ferriere dell'ottocento, chi guarda al futuro parla di economia verde, energie rinnovabili, bioedilizia e, senza se e senza ma, gestione moderna del ciclo dei rifiuti. Raccolta differenziata, compostaggio, riciclo, non sono lussi ma necessità e sono i soli interventi che garantiscono la chiusura del ciclo dei rifiuti in modo effettivamente sostenibile e moderno. E'  una battaglia culturale e politica contro una pigrizia del pensiero che rischia solo di  porre costi a carico della salute e del futuro di tutti.
 

Da ultimo, la difesa del suolo. Le alluvioni del 2009 ci obbligano a dare un corso accelerato alle opere programmate e, finalmente, ora, finanziate. Entro la fine di questo mandato voglio poter dire a tutti i cittadini della val di Magra e di Ameglia che non avranno più nulla da temere dal loro fiume, perché tutti gli argini, a monte ed a valle del ponte, dovranno essere realizzati. E contemporaneamente poter vedere la realizzazione della campata mobile del Ponte della Colombiera, in modo da garantire in sicurezza il rilancio delle attività nautiche sul fiume.
 

Per ripartire, ed aprire la fase due di questa Amministrazione, occorre che si rinnovi un patto politico di mandato.
E' per questo che mi rivolgo ai partiti della mia coalizione, e per primo al Partito Democratico, affinché dopo un tenace e serrato confronto sulle priorità da realizzare, rinnovino un patto di governo e mettano a disposizione dell'Amministrazione provinciale energie e personale politico che consenta di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Non penso ad un rimpasto di Giunta per raggiungere nuovi equilibri, che spesso si realizzano con operazioni al ribasso e senza una prospettiva di raggiungere concreti risultati, penso proprio ad un processo inverso, per il quale un alto accordo politico e programmatico ed una salda condivisione di obiettivi generino una compagine di Giunta adeguata e pronta per poterli realizzare.
I tempi che propongo sono molto stretti, non voglio aprire un balletto di illazioni e tensioni inutili, funzionali solo alle aspirazioni più o meno nobili di singoli o di gruppi. Voglio aprire e rapidamente chiudere una fase di riflessione e confronto che deve esitare in decisioni chiare e comprensibili per i cittadini.